Influencer e social media marketing: i 5 passi falsi da non commettere

In quest’industria così dinamica, paga attuare un approccio strategico. Tutti gli errori sono un’opportunità di crescita e tenere presenti questi consigli può salvare tempo e denaro

I social network sono in continuo cambiamento e con essi, inevitabilmente, il social media marketing, che si basa principalmente sui loro meccanismi. Non esiste una strategia vincente che vada bene per tutti, esistono però degli errori che sono assolutamente da evitare:

  • Dare priorità ai numeri piuttosto che all’engagement

Il numero dei follower conta, ma la vera magia sta nel tasso di engagement, ovvero l’effettivo coinvolgimento degli utenti: commenti, condivisioni, like. Solo così si può capire quanto l’audience è partecipativa e quanto, ma soprattutto come, reagisce ai contenuti proposti dall’influencer.
Le ricerche mostrano che più cresce il numero di follower più diminuisce il tasso di coinvolgimento. Gli account con seguiti enormi possono sembrare impersonali e attirare follower falsi e bot. A confronto, i microinfluencer hanno tassi di coinvolgimento maggiore, poiché risultano più autentici e più vicini al loro target. Inoltre, gli account più piccoli sono più economici per le aziende che si affacciano sul mondo dell’influencer marketing e rendono possibile una targhettizzazione dell’audience più precisa creando un legame di fidelizzazione più forte con gli utenti.

  • Dimenticarsi del “Link in bio”

La funzione “swipe up” di Instagram, presente nelle storie, è utilizzabile solo da account business o verificati che hanno più di 10.000 follower. Può essere uno strumento molto potente per guidare il traffico di seguaci, ma anche per creare specifiche call to action. Non bisogna però dimenticare l’opzione “link in bio”, fondamentale per i post che non appaiono sulle storie ma nel feed principale di Instagram.
I post del feed, infatti, non permettono di aggiungere alle didascalie link funzionanti e, per questo motivo, i brand e gli influencer utilizzano da sempre l’unico link cliccabile che hanno a disposizione: quello inseribile nella bio del proprio profilo.
Oltre che per dirigere traffico sul sito di un brand, il “link in bio” di un influencer può rimandare a un giveaway o a un contest, a un post su un blog specifico, a un video o a qualsiasi altra cosa sia utile alla campagna in corso e ai suoi obiettivi.
Insomma, il link in bio e lo swipe up dovrebbero essere utilizzati insieme, perché creano un maggiore engagement e sono elementi fondamentali per qualsiasi collaborazione con gli influencer.

  • Ignorare i post sponsorizzati su Facebook

Le condivisioni diminuiscono, le piattaforme sono sempre più in competizione tra loro e i contenuti pubblicati aumentano a dismisura. Tutto questo provoca una diminuzione del traffico organico e dell’engagement, soprattutto su Facebook. Non è più sufficiente, dunque, postare contenuti e sperare che l’algoritmo faccia il suo miracolo. I post a pagamento aiutano ad ottenere il coinvolgimento che sia i brand che gli influencer cercano. La sponsorizzazione, su Facebook e Instagram, permette una profilazione del pubblico molto accurata e l’audience potenzialmente raggiungibile è molto ampia.

  • Non studiare i dati demografici dell’audience

E’ facile ipotizzare che un influencer giovane abbia un’audience composta principalmente da giovani, ma fermarsi a quest’analisi superficiale potrebbe essere dannoso. Per essere sicuri che il target corrisponda al profilo del cliente ideale, si dovrebbero studiare i dati demografici del proprio bacino di influenza: età, sesso, lavoro, localizzazione geografica eccetera. Per condurre al meglio questa ricerca approfondita del target, la cosa migliore da fare sarebbe rivolgersi ad un’agenzia specializzata e sfruttare il più possibile i dati forniti dai social network nella sezione “insights”.

  • Non avere un obiettivo chiaro

Molto spesso, la prima volta che si crea una pagina social, lo si fa per noia o curiosità, senza avere in mente un piano o un obiettivo ben preciso. Questo è uno dei punti cruciali dove molti degli utenti aspiranti influencer cadono in fallo. È vero che non serve una grande pianificazione per postare una foto o un video, se lo si fa per passatempo, ma per poter raggiungere un audience fidelizzata e continuare a mantenere vivo l’interesse per ciò che si vuole comunicare, bisogna avere un piano ben preciso. È fondamentale, quindi, aver bene in mente che tipo di influencer si vuole essere, quali sono le cose che si vogliono comunicare e, soprattutto, come farlo. Solo in questo modo ci si potrà distinguere dal resto degli auto-proclamati influencer.